Assicurare una buona integrazione biologica

Dott Jean-Marc Legros

Testimonianza : assicurare una buona integrazione biologica

Utilizzo questo nuovo concetto di vite di guarigione dal 2016, quando l’azienda ha iniziato la sua trasformazione digitale. Ne ho potuto apprezzare la semplicità: il principio è quello di realizzare la protesi senza alcuna operazione di smontaggio, se non il giorno dell’installazione. Un grande vantaggio per la qualità delle protesi: la registrazione e la realizzazione della protesi dipendono in maniera molto minore dal professionista e dal tecnico. L’adattamento delle diverse parti l’una all’altra e alle strutture dentali e tissutali è notevole.

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Si tratta in pratica di tre strumenti in uno. Permette la guarigione anatomica dei tessuti peri-implantari scegliendo la forma più adatta per ricreare l’emergenza protesica conforme al dente da ricostruire. È anche uno strumento estremamente semplice e preciso perla rilevazione dell’impronta: sia che si tratti di impronta ottica alla poltrona, in cui svolge il ruolo di scanbody, o di impronta fisica, che sarà scansionata successivamente nel laboratorio protesico. Non è quindi necessario che il medico sia dotato di uno scanner intraorale ! Ma spesso diventa una motivazione supplementare per investire…

Infatti, anche la sessione della rilevazione dell’impronta, spesso vissuta male dal paziente, è molto semplificata. Il parere degli utenti è unanime: la durata di questa sessione è divisa per tre ed elimina moltissimo stress sia per il professionista sia per il paziente! Inoltre, facilita gli scambi tra i chirurghi e i loro corrispondenti e ne aumenta la complicità. Infine, può essere utilizzato anche come supporto per una protesi provvisoria con un sistema di monconi separabili in Peek bianco che si agganciano al fusto della vite (una vite corta, fornita con il moncone provvisorio, sostituisce poi la vite originale per consentire l’innesto indicizzato di questo elemento ritentivo). La realizzazione della protesi di transizione può quindi utilizzare semplicemente la tecnica di isomolding comunemente utilizzata nelle protesi convenzionali, oppure può comportare anche la ricostruzione CAD/CAM.

Le tecniche tradizionali (pasta/transfer, o scanbody digitale) richiedono sei svitamenti/avvitamenti. Questo concept richiede un unico svitamento e avvitamento. Questa riduzione dell’aggressività tissutale garantisce la stabilità dei tessuti peri-implantari e riduce anche il rischio di contaminazione, poiché la minore manipolazione dei componenti contribuisce a questa stabilità.

I benefici per il mio studio odontoiatrico sono numerosi. Per il protesista, i pazienti sono piacevolmente sorpresi dall’assenza di manipolazione e di pasta per impronte. Le protesi sono realizzate con perfetta omotetia rispetto ai tessuti peri-implantari, sono quindi indolori all’inserimento. L’immagine dello studio viene migliorata grazie all’atmosfera “digitale” che regna. Infine, il controllo dei costi, poiché è necessario un unico componente.

Per l’implantologo è garanzia di una buona integrazione biologica che permette di ridurre la prevalenza di peri-implantite. La facilità di inserimento e l’ottima adattabilità delle protesi aumentano notevolmente la fidelizzazione dei colleghi corrispondenti. Tuttavia, per il chirurgo dentista, un collo più lungo potrebbe evitare interferenze con un rilievo osseo marcato durante il posizionamento di Iphysio. Infine, lo sviluppo di questo concept nei laboratori protesici permette di raggiungere l’eccellenza (ceramica stratificata).

Fonte : DENTOSCOPE numero 205

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